Il ministro della Salute annuncia ha  revisione delle strutture e quello del Santa Maria della Stella è sotto gli standard quantitativi previsti dalla legge

Nuvole minacciose si addensano sul punto nascite dell’ospedale Santa Maria della Stella dopo le recenti affermazioni del ministro della Salute, Giulia Grillo. Il ministro ha annunciato una revisione a livello nazionale dei punti nascita e quello di Orvieto è da sempre in bilico perchè ha un numero di parti decisamente inferiore allo standard dei 500 anni che l’Organizzazione mondiale della sanità impone come quota minima affinchè questo tipo di strutture sanitarie possano essere ritenute affidabili. Nel 2017 ad Orvieto sono venuti alla luce appena 408 bambini, ma la decisione della Regione, ribadita lo scorso anno, è stata quella di mantenere comunque il centro dal momento che viene utilizzato da molte partorienti provenienti non solo dai piccoli centri della provincia, ma anche da Lazio e Toscana che, nell’ipotetica assenza del servizio ad Orvieto, dovrebbero raggiungere ospedali molto distanti con gravi rischi.

Il piano sanitario regionale al momento non ipotizza alcuno smantellamento, ma le parole del ministro creano una certa agitazione.  “In questi mesi sono state molte le richieste di rimodulazione della rete dei punti nascita arrivate da varie parti d’Italia-ha detto-in considerazione del progressivo calo degli indici demografici del Paese, della carenza di alcune figure professionali sanitarie e per l’evidenza di situazioni territoriali caratterizzate da particolare disagio orografico, credo sia necessario valutare insieme alle Regioni – l’attualità dell’accordo Stato-Regioni”.  Secondo l’esponente del Movimento Cinque Stella Lucia Vergaglia, non esiste un rischio immediato, ma è necessario adottare correttivi alla sanità locale. “Sono numerosi in questi giorni i commenti volti a strumentalizzare le parole  del Ministro per la Sanità Giulia Grillo, eletta in quota M5S travisando le sue parole evocando il rischio di chiusura dei reparti del Santa Maria della Stella, in particolare del punto nascite-dice Vergaglia-è vero che sia molto serio  e sentito il rischio di un declassamento dell’ospedale, è quindi necessario prospettare una nuova organizzazione dei complessi ospedalieri dal 2020 per riportare il monte nascite oltre le soglie minime e agire subito per far valere lo status certificato dall’essere area interna per sostenere la non applicabilità degli accordi Stato-Regioni che obbligano i tagli al nostro ospedale”.