L’unico esempio di architettura rinascimentale di tipo religioso orvietano versa in condizioni di grave degrado. Sono trascorsi ben tre anni da quando un fulmine colpì la chiesa di San Lorenzo in Vineis, all’interno del cimitero, causando danni molto gravi ma ad oggi nessun intervento è stato portato a termine dal comune di Orvieto, proprietario della storica struttura. A lanciare l’allarme sulla situazione di estremo degrado della chiesa è l’architetto Raffaele Davanzo, neo presidente dell’istituto Isao. In una città che ha lasciato per anni e continua a lasciare nel degrado il palazzo dell’ex ospedale, senza neanche sollecitare interventi per riparare il tetto sfondato, purtroppo non ci si deve stupire molto.

L’architetto che ha lavorato alla Soprintendenza dei Beni Artistici e Architettonici, particolarmente legato alla chiesa della quale ha curato anche un intervento sulla volta, ricorda che “durante un forte temporale un fulmine colpì la struttura, facendo letteralmente esplodere il lanternino e poiché  non si pose rimedio al grave danno, le infiltrazioni di acqua piovana hanno continuato a penetrare all’interno danneggiando in maniera grave alcune parti della chiesa”. Secondo quanto è a conoscenza dell’architetto, il Comune ha provato a sollecitare diversi finanziamenti per coprire i costi molto onerosi di restauro, ma da nessuna parte ha ricevuto risposta: “Si pensi, prosegue Davanzo, che solo l’affitto del ponteggio per arrivare là in alto ha un costo molto pesante, figuriamoci tutto l’intervento di riparazione e restauro. Con il passare dei mesi poi il danno non fa altro che ampliarsi, Orvieto rischia veramente di veder compromessa una struttura di notevole pregio storico e artistico, alla quale la città è stata ed è particolarmente legata”.

La chiesa di San Lorenzo in Vineis ha una sua storia che affonda le radici nel basso medioevo, quando per la prima volta fonti d’archivio citano la presenza di un complesso religioso nella zona: è l’anno 1140. Divenuto monastero di clausura e a seguito di varie vicissitudini storiche che coinvolsero la città della Rupe, grazie all’intervento delle famiglie più ricche di Orvieto, Monaldeschi, Marabottini, Sarcinelli e Avveduti in testa, il 4 aprile 1557, venne posta la prima pietra della chiesa come attualmente appare, su progetto dell’architetto Raffaele da Montelupo. “San Lorenzo in Vineis rappresenta l’unico esempio di architettura rinascimentale presente a Orvieto ed è per questo, oltre al fatto che è comunque un bene pubblico, che la situazione di incuria e degrado non è comprensibile”, conclude sconsolato l’architetto Davanzo.