Una  situazione molto più grave di quanto sembra . L’ospedale di Orvieto sta vivendo una fase di gravissima e generalizzata difficoltà secondo quando  emerso dall’assemblea indetta dal sindacato Usae. “Qui siamo al collasso-ha esordito il delegato sindacale Emanuele Iannone-mancano le persone che possano lavorare in ospedale, i medici arrivano e subito se ne vanno, soprattutto adesso che la Regione Lazio ha riaperto le assunzioni. Non si può più andare avanti con le assunzioni a tempo determinato. Siamo stati completamente abbandonati da Asl e Regione e la vecchia amministrazione comunale non ha mai difeso l’ospedale. Questa è la prima volta che vediamo un sindaco venire ad un nostro incontro. Manca un direttore fisso nel presidio, tutti noi operatori siamo abbandonati a noi stessi.

Ci sono situazioni incredibili-aggiunge Iannone- malati di dialisi costretti a passare davanti al bar perché non è possibile farli accedere direttamente in ambulatorio, gente che salta le ferie, i turni di riposo ed è costretta a continui turni notturni”. Alcuni operatori e gli stessi sindacalista denunciano inoltre un clima di intimidazione e di aperto mobbing verso i dipendenti che si espongono per dire ciò che non va. Un’infermiera con molti anni di servizio dice: “Se qualcuno prova a dire qualcosa sui problemi del nostro ospedale, poi si sa che in qualche modo te lo fanno scontare. Io parlo senza problemi perché non ho più nulla da temere, nè da aspettarmi”. Il segretario nazionale del sindacato Paride Santi, criticando per la sua assenza il commissario straordinario della Usl Paride Santi, ha parlato di “Una nave con 90 capitano e 10 persone che remano, a causa del gran numero di posizioni organizzative ed organizzative che sono state create nel corso del tempo. Dirigenti della sanità che prendono incentivi da 40 mila euro all’anno e non si fanno mai vedere che, per quanto mi riguarda, possono anche essere mandati a casa”. Sindacalisti e lavoratori fanno anche riferimento ad un “clima di intimidazione psicologica che impedisce a molti operatori anche di prendere parte alle assemblee”.  Le difficoltà sono enormi e diffuse ovunque.

Operatori sanitari che non possono ripristinare le situazioni di operatività dei reparti perchè costretti subito a coprire i buchi di altri reparti, nessun ordine di servizio per gestire il personale, impossibilità di fare affiancamento agli infermieri appena arrivati che vengono subito immessi in servizio, un solo infermiere ed un solo operatore a cardiologia, reparti senza coordinatori, lavoratori in scadenza in maternità, un solo medico a fisiatria per fare fronte a 14 posti letto e a prestazioni sanitarie. “La sanità umbra è stata abbandonata da una classe politica che non voleva disturbare gli equilibri regionali-ha detto il sindaco Tardani-adesso io sono la vostra alleata e sarò un nemico feroce del prossimo presidente della Regione, chiunque sarà, se non metterà gli interessi dell’ospedale di Orvieto al pari di quelli di tutte le altre città umbre”.