Uno spettacolo suggestivo che riesce a far vibrare le corde profonde del rispecchiamento umano di fronte al tema sul quale si divide oggi massimamente la pubblica opinione, quello dell’immigrazione e dell’accoglienza. Un argomento che è stato al centro del saggio di fine anno della scuola di recitazione dell’associazione gli Estroversi. Lo spettacolo, dal titolo “Inferno H2O”, è andato in scena nei giardini della ex caserma Piave con due recite serali, giovedi e venerdì scorsi. La regia di Gianluca Foresi e l’adattamento di Marzia Elisabetta Polacco hanno immaginato una rappresentazione itinerante, con il pubblico guidato nella “selva oscura” dei giardini da timide luci, in un percorso accidentato e incerto in cui l’oscurità e l’insicurezza dell’incedere diventano metafora della condizione esistenziale degli immigrati.

La chiave di lettura proposta è quella dell’estrema precarietà di vita connaturata alla drammaticità dell’emigrazione; un archetipo della letteratura mondiale dall’Odissea, all’Iliade, alla Divina Commedia. Archetipo e riferimento all’attualità costituiscono il doppio spartito sui cui di dipana la narrazione. Camminando sul filo teso e minacciato dal rischio costante di uno scivolamento sempre in agguato in direzione della lettura politica, Polacco e Foresi riescono a mantenere un equilibrio non facile, aiutati dalla bravura dei loro allievi tra i quali spicca Alberto Romizi, ormai sorprendente “mattatore”. Soluzioni sceniche brillanti ed azzeccate nella loro semplicità rendono “Inferno H2O” una rappresentazione senza cali di intensità. Il punto di vista di uno scafista che racconta il suo lucroso lavoro da dietro le sbarre di un carcere serve a non trascurare l’altra e determinante faccia della medaglia, quella di chi specula orrendamente sulla vita altrui. Il percorso nel buio a contatto con le vite degli immigrati si chiude in un ricongiungimento simbolico tra le vittime di questa moderna tratta degli esseri umani e le vittime cadute per la Patria, sul monumento in marmo che celebra i militari italiani morti nella prima guerra e in Africa orientale. Peccato non poter offrire ad un pubblico ancora più vasto la visione di questo spettacolo originale e ricco di spunti a cui hanno dato il proprio contributo: Joseph Abi Nassif, Carlo Alessandro, Giulia Barattolo, Luca Biagioli, Danila Caccavello, Rita Camilletti, Virginia Cinti, Marzia Coppola, Pina Filpi, Maria Grazia Fini, Maria Antonietta Gambacorta, Gilda Pascucci, Alberto Romizi, Paola Sellerio, Anna Rita Bellini, Fabio Forbicioni.