Ha deciso di dedicare molte delle proprie energie al paese in cui è nata, in cui ama vivere e di cui è diventata vicesindaco. A trent’anni, Isabella Tedeschini incarna un modo di fare politica che mette al primo posto il legame con la propria terra

“Sono cresciuta in aperta campagna, in una frazione molto piccola, Pievelunga, oggi di sole sedici anime, dove ho potuto imparare ad apprezzare la bellezza delle cose semplici, di una vita scandita dai ritmi lenti della natura, seguendo mio nonno e mio padre in azienda ed in allevamento”. Si descrive con parole semplici Isabella Tedeschini, trent’anni, praticante avvocato, da poco nominata vice sindaco di Parrano, uno dei borghi più caratteristici ed affascinanti dell’Orvietano. Alla passione per i cavalli e i libri ha aggiunto da tempo quella per la politica che l’ha portata a ricoprire l’incarico di assessore alla cultura ed ora di vice sindaco oltre che ad occuparsi di volontariato in varie associazioni.

Quando hai iniziato ad interessarti della tua comunità, accettando anche di impegnati come amministratrice?

Parrano è stato commissariato dal 2014 al 2016. In questo lasso di tempo, con altri ragazzi di Parrano, abbiamo fondato l’associazione “Parrano Vive” perché credevamo fermamente al fatto che bisognasse assumersi le proprie responsabilità, come parranesi, per cercare di migliorare la situazione ed uscire dall’empasse che si era creato. Pochi mesi dopo la nascita di questa realtà associativa, nei tempi di preparazione delle liste elettorali, fui contattata dall’attuale Sindaco di Parrano e collega amministratore, Valentino Filippetti, per sapere quali fossero le mie idee per rilanciare Parrano. Ci incontrammo e ne snocciolai alcune, che accolse con entusiasmo, ed il resto è storia: mi sono messa a disposizione della lista civica “Parrano Bene Comune”, come indipendente, ed alcune di quelle idee sono oggi nelle linee programmatiche dell’amministrazione comunale e stanno iniziando a dare i loro primi frutti. Ho accolto con riconoscenza ed impegno la nomina ad Assessore, cercando di dedicare il maggior tempo possibile alla comunità che rappresento e che rappresenterò per i prossimi due anni.

Una ragazza che dedica il proprio tempo all’amministrazione di un borgo è cosa piuttosto rara. Da cosa nasce questa scelta e cosa pensi del rapporto tra donne e e politica?

La mia scelta è frutto di quanto accennavo prima: nessuno può criticare un sistema senza aver provato, nel limite delle sue possibilità, a cambiarlo. Ed i sistemi non si modificano stando a bordo campo, in attesa degli eventi: la partecipazione è la prima fonte di cambiamento. Inoltre non posso prescindere dalle mie radici, da questo senso di appartenenza che provo per Parrano. Quindi è stato naturale assumermi, appunto, delle responsabilità verso la comunità, mettendo a disposizione qualche competenza e molta voglia di imparare. Non so se sono più io che ho dato al mio Comune, oppure più il mio Comune che ha dato a me, grazie a tutte le persone con cui mi sono potuta confrontare e da cui, in positivo od in negativo, ho acquisito un’esperienza. Quanto al fatto che io sia una quota rosa, devo dire che all’inizio non ci avevo minimamente pensato, in quanto davo per scontato il fatto che esserci fosse un pieno diritto, costituzionalmente garantito. Andando avanti con l’esperienza, invece, ho potuto apprezzare sulla mia pelle che è una sfida continua e posso dire che ce ne vorrebbero molte di più di donne in politica o negli uffici pubblici, perché tutte le colleghe amministratrici e le dirigenti donna con cui ho avuto il piacere di collaborare, hanno dimostrato un quid in più. Soprattutto nella mia breve parentesi di consigliere provinciale ne ho avuto una dimostrazione eccellente, che amo sempre ricordare con grande affetto e stima. Infine, ci tengo molto a sottolineare che il Comune di Parrano è costantemente attivo nelle iniziative a contrasto della violenza di genere: dall’essere stati il primo Comune umbro ad installare una panchina rossa, simbolo nazionale contro la violenza sulle donne, al recente ordine del giorno contro il decreto Pillon, che riteniamo, a prescindere dai contenuti, un documento davvero povero dal punto di vista tecnico. C’è ancora tantissima strada da fare, ma continueremo a lavorare in tal senso.

Il Comune di Parrano sta mettendo in atto molti progetti innovativi per rispondere al problema dello spopolamento che interessa un pò quasi tutte le piccole realtà, vuoi parlarcene?

Abbiamo attivato un programma molto dettagliato per cercare di rispondere alle esigenze di chi possa scegliere di tornare a vivere, investire e lavorare in un territorio marginale. Innanzitutto, stiamo cercando di migliorare il funzionamento della macchina amministrativa, che procede con enormi difficoltà per il sottodimensionamento del personale del Comune. Anzi, colgo l’occasione per sottolineare con forza quanto sia necessario ragionare su una redistribuzione dei dipendenti, anche in termini di funzioni associate, per tentare di garantire in ogni ente un’operatività minima ed adeguate competenze in ogni settore di attività.

In seconda battuta, abbiamo ragionato su quali sono le potenzialità di Parrano e quali sono i contro del viverci. Abbiamo deciso di essere coraggiosi e testardi, cercando di ribaltare i disagi in opportunità. Di qui i progetti sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico, in particolare nei progetti sulla qualità dell’aria, il potenziamento del parco termale delle Tane del Diavolo, le esperienze di valorizzazione dei prodotti di filiera corta e del centro di trasformazione dei prodotti agricoli che, in soli due anni di attività, è già una realtà degna di nota.

Da ultimo, una politica fiscale incentivante, il cosiddetto “Borgo del III Millennio”, con la creazione di un fondo per la restituzione dei tributi locali a chi affitta le case ad un canone calmierato. Ovviamente ci sono dei requisiti specifici per la concessione del beneficio, come il trasferire la residenza a Parrano, ma pensiamo che questo non sia un onere eccessivo, vista la bellezza!

“Borgo del terzo millennio” è anche, però, la ricerca di investimenti sul territorio, fornendo, così, delle occasioni di lavoro: per questo abbiamo predisposto varie misure, come il concepire un sistema di mobilità alternativa, anche elettrica; l’installazione della fibra ottica, che garantirà una velocità di connessione adeguata anche per il telelavoro, nonché la creazione di un co-working, dove chiunque abbia una idea, potrà usufruire del “Parrano eco-hub” per svilupparla. Che dire di più? Vi aspettiamo a Parrano.