A trent’anni dalla sua costruzione, la centrale termoelettrica Alessandro Volta di Montalto di Castro cesserà di esistere. L’opera di demolizione prenderà il via nel corso dell’estate. Lo smantellamento della centrale non interesserà l’intera struttura, ma solamente due delle quattro caldaie dell’impianto. Il progetto è quello di realizzarvi dei parchegA trent’anni dalla sua costruzione, la centraletermoelettrica Alessandro Volta di Montalto di Castro cesserà di esistere. L’opera di demolizione prenderà il via nel corso dell’estate. Lo smantellamento della centrale non interesserà l’intera struttura, ma solamente due delle quattro caldaie dell’impianto. Il progetto è quello di realizzarvi dei parcheggi o un centro commerciale. La centrale Volta venne realizzata nel 1989, ma i cantieri avevano preso il via nel 1981 per essere poi fermati in seguito all’esito del referendum sull’energia nucleare. Il costo della centrale era stato di settemila miliardi di lire. Il progetto di smantellamento non coinvolgerà dunque, al momento, la parte nucleare della centrale. Nel giro di alcuni mesi sarà comunque resa disponibile e liberata la grand superficie pari a 250 ettari.

“Dopo anni d’impegnooggi assistiamo a una svolta epocale. Restituiremo a tutta la gente di Montalto il panorama più bello della nostra Maremma-spiega il sindaco di Montalto Sergio Caci-a seguito dell’insistita e reiterata azione condotta dall’amministrazione comunale – spiega Caci – l’azienda elettrica ha comunicato l’avvio della gara di demolizione e l’apertura del cantiere per smontare le prime due delle quattro grandi caldaie, quelle poste a sud, verso Montalto Marina. L’operazione prevede lavori per un importo di oltre otto milioni di euro, che vedrà le aziende coinvolte ristorate in parte anche dalla vendita dell’acciaio e dei materiali recuperati. I quattro grandi gruppi produttivi (caldaie) ed alcune delle turbogas sono state ritenute non più utilizzabili e disconnesse dalla rete. Ci si aspettava dunque l’inizio del processo di demolizione e bonifica delle aree ed il loro ripristino. Ciò non è avvenuto automaticamente ma è stata necessaria una profonda azione tecnica ed amministrativa che il comune ha condotto da solo e con determinazione per anni. Oggi assistiamo a quella, che possiamo definire, senza timore di smentita, una svolta epocale. Intanto, comunque, brindiamo al primo risultato raggiunto, ossia la notizia della demolizione delle grandi caldaie, nonostante ci siano ancora aspetti da chiarire. Cercheremo di aumentare il coinvolgimento delle imprese del territori che non è ancora soddisfacente”dice Caci.