Mentre tutto il mondo politico si è uniformato acriticamente alle posizioni ambientaliste su una serie di questioni che vanno dall’avversione ai noccioleti, alla guerra contro l’energia eolica, passando per l’opposizione agli impianti a biomasse fino ad arrivare alla levata di scudi contro la geotermia, l’unico a cantare coraggiosamente fuori dal coro è Stefano Cimicchi, ex sindaco di Orvieto ed oggi presidente della società di consulenza  Cogesta.

“Aprire una nuova fase politica ed economica nel territorio orvietano e  nella regione, cominciando dal capire le grandi opportunità legate ad investimenti come quello della geotermia-dice Cimicchi-dal mio osservatorio si nota che stiamo vivendo un periodo di profonda crisi caratterizzata da un vuoto di prospettive per mancanza di investimenti e di una idea di futuro-dice l’ex sindaco di Orvieto- le battaglie in corso per recuperare risorse come la funicolare, sono irrilevanti rispetto al dato generale che rimane debole sotto il profilo della finanza che ne scaturirebbe. Il fatto è che si è concluso il ciclo politico iniziato nel 2005 e  non c’è all’orizzonte né un Progetto Orvieto né strumenti di programmazione dello sviluppo territoriale che possano sollecitare investimenti e progettualità. Oggi dobbiamo veramente ricominciare da zero. Il caso di questi giorni della geotermia è emblematico. Come si fa a pretendere che investitori vengano da noi quando dopo sette anni non si ha ancora nessuna certezza?

Aree destinate da decenni a tale scopo. Addirittura una area industriale già attrezzata con il teleriscaldamento. Soldi dell’ente pubblico spesi come Sviluppumbria per promuovere la risorsa geotermica. Il terrorismo e la ideologizzazione dei punti di vista sui progetti porta, inevitabilmente,  a la paralisi. Dopo le nocciole i vigneti e gli oliveti? I danni morali e materiali di questa fase sono a tutti evidenti e non bastano alcune rondini come Vetrya ed  Engeneering per fare la primavera. Bisogna riaprire un tavolo di discussione con le imprese e con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali e azzerare tutto. Non basta un “profilo” su Facebook e quattro like  per costituire un soggetto capace di incidere sul ciclo delle risorse e sul metodo di approccio ai problemi. Il nuovo sindaco di Orvieto ha tutti i titoli per fare questa operazione che deve tendere a distendere gli animi e a  riaprire una discussione”.