Leonardo Latini come continuatore dell’opera di Gianfranco Ciaurro? Il sindaco ci va cauto ed elenca le sue priorità per la Terni del prossimo futuro

Il risanamento dei conti è il vostro obiettivo, ma come spiegare in poche parole le azioni che intendete intraprendere?

La situazione del Comune di Terni, come sapete, è molto particolare, visto che a seguito degli errori di gestione del passato e di un disavanzo molto ingente, siamo in stato di dissesto dichiarato dal commissario straordinario il primo marzo del 2018 a conclusione della sindacatura Di Girolamo. Di conseguenza, come prevede la legge, il commissario ha provveduto a fissare per il prossimo quinquennio le aliquote per le imposte locali e le tariffe di base nella misura massima. Sono stati anche nominati i cosiddetti commissari che si stanno occupando della definizione della massa passiva e che provvederanno alla sua liquidazione. Noi stiamo lavorando affinché il Comune di Terni torni ad una situazione di normalità finanziaria. Abbiamo approvato il primo bilancio, per il quale attendiamo ora il via libera del Ministero, stiamo razionalizzando le spese, rivedendo la gestione di alcuni settori cercando di mantenere inalterata l’offerta ma con contratti migliori per l’Ente, stiamo utilizzando i mutui che la precedente amministrazione non è stata in grado di portare a buon fine, stiamo soprattutto lavorando sulle aziende partecipate che devono tornare ad essere una ricchezza e un valore aggiunto, oltre che capaci di erogare servizi utili ed efficienti per i cittadini. Stiamo cercando di far sì che la gestione amministrativa sia trasparente al massimo e che ci siano le condizioni migliori per attrarre investitori esterni in progetti condivisi, senza alcuna preclusione o visione ideologica.

Come nasce la passione politica di Leonardo Latini?

Nasce addirittura prima della caduta del muro di Berlino, poi più consapevolmente negli anni successivi quando sono rimasto affascinato dalle idee e dalla cultura nazional-popolari. In quegli anni per fare politica serviva passione, ma soprattutto una forte base culturale e una formazione che poi mi hanno accompagnato sempre nella mia vita, anche quando per tanti anni non ho fatto più politica attiva, dedicandomi alla professione e alla famiglia.

Com’è emersa allora la sua candidatura con la Lega?

Considerata la situazione nella quale si è venuta a trovare l’Italia in questi ultimi anni, ritengo che la Lega sia l’unico partito che rivendica l’identità e la sovranità partendo dai territori e rimodulando il modello di Stato. La Lega parte dal basso, appunto, dal popolo, dalle comunità locali, superando i vecchi schemi e le vecchie logiche basate sulle ideologie del secolo scorso. Mette invece in primo piano le esigenze concrete dei cittadini, della nostra nazione, all’interno di un diverso concetto d’Europa. Idee nelle quali mi ritrovo e per le quali credo sia valsa la pena tornare ad impegnarmi in politica, soprattutto per la mia città.

L’amministratore delegato della Thyssenkrupp Burelli ha annunciato la proroga dell’attuale piano industriale per altri due anni. Ciò significa che, per almeno questo periodo, i tedeschi non venderanno le acciaierie. Quali scenari è ragionevole attendersi tra due anni?

Naturalmente come amministrazione locale manteniamo contatti stretti sia con l’azienda che con le parti sociali. A noi interessa, per quanto di nostra competenza, tutelare i lavoratori del sito ternano. Di conseguenza ci interessa pure che le acciaierie continuino a giocare un ruolo importante a livello europeo e globale. In uno scenario di questo genere, che troppo spesso comporta azioni che passano sopra le nostre teste, riteniamo comunque importanti due elementi. Il primo è il ruolo del Governo nazionale nella tutela dei nostri siti strategici e in questo senso, in piena condivisione, ci stiamo già impegnando a sottolineare le esigenze specifiche ternane sui tavoli romani. Il secondo elemento è costituito dalla tradizione e dalle specificità del sito ternano che si riscontrano soprattutto nell’esperienza, nelle competenze e nella laboriosità dei nostri operai e dei nostri tecnici. Valori che possono ancora fare la differenza, almeno così ci auguriamo.

Parliamo di ambiente. Le ultime rivelazioni dell’Arpa continuano ad assegnare la maglia nera all’aria che i ternani respirano. Cosa può e intende fare il Comune?

Questa è l’altra faccia del problema. La questione ambientale è sentitissima dai nostri concittadini e noi, come amministrazione, ne siamo pienamente consapevoli. Non solo non neghiamo la questione, come accaduto in passato, ma con l’assessorato all’ambiente, già in questi primi mesi siamo stati molto attenti a mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità. Stiamo agendo con provvedimenti mirati su tutti gli attori dell’inquinamento ambientale. Ma anche i cittadini devono provare a cambiare per quanto possibile i loro comportamenti, con un uso più consapevole dei mezzi di trasporto, innanzitutto. Il problema ambiente, sarà comunque affrontato in maniera complessiva, con piani generali e dettagliati che metteremo a partecipazione.

La prima esperienza di centrodestra con Gianfraco Ciaurro fu contraddistinta dallo sforzo di creare un modello economico alternativo rispetto alla monocultura industriale e quel tentativo si protrasse sotto Paolo Raffaelli con i grandi investimenti fatti per l’università. Cosa resta di quella visione e quali strade seguire oggi?

 

Quello che non è stato portato a termine dall’amministrazione Ciaurro, che resta comunque un punto di riferimento alto, è una vera rivoluzione culturale in città. Ci sarebbe voluto più tempo, probabilmente. Invece le amministrazioni che sono venute dopo hanno in parte seguito i progetti e le idee di cambiamento inoculate dal professore, ma utilizzando i vecchi metodi. Così sono stati fatti investimenti enormi, che però si sono rilevati quasi del tutto inefficaci, basti pensare all’università, al cinema, al Cmm, alla metropolitana di superficie. Oggi noi abbiamo le mani legate dalla situazione di dissesto, per questo siamo, per certi versi, costretti a lavorare di più sul versante della creazione di una nuova cultura cittadina: quella della collaborazione, della comunità, della sussidiarietà. Lo faremo anche attraverso l’ascolto della città, cercando d’interpretare la voglia di cambiamento nella situazione di crisi attuale. Un lavoro molto difficile, ma fondamentale per il futuro.

Come immagina la Terni al termine del proprio mandato?

Una città più libera e unita, più felice, più ottimista e dove per questo torni la voglia di far figli e di farli crescere qui.