Appuntamento con la festa dedicata a san Luigi Gonzaga il 22 e 23 giugno

Capolavori incredibili realizzati da mani sapienti, ma destinati a rimanere visibili solo lo spazio di poche ore. L’infiorata che i contradaioli del terziere Casalino dedicano ogni anno al patrono san Luigi Gonzaga trasforma Città della Pieve in una meraviglia in grado di suscitare stupore e ammirazione nei visitatori, ma di lasciare ogni volta a bocca aperta gli stessi pievesi. Le decorazioni si estendono sul percorso che si sviluppa da porta sant’Agostino fino alla cattedrale in piazza del Plebiscito. Un tragitto di quasi un chilometro.  L’infiorata è anche musica e spettacolo; infatti, sia nella notte del sabato che nel pomeriggio della domenica i visitatori sono accompagnati lungo il percorso da armonie musicali. Nelle notti magiche del solstizio d’estate, in un confondersi di arte, spiritualità, storia e antiche tradizioni popolari, i contradaioli del Terziere realizzano quello che al mattino seguente è l’incomparabile spettacolo dell’Infiorata. Le composizioni floreali vengono realizzate il sabato pomeriggio e la celebrazione termina domenica sera, quest’anno coincidente con la festa del Corpus Domini, quando la processione passa sopra l’infiorata.

Le origini del Terziere

Il Terziere Casalino venne fondato nel 1965.  La Pieve è sempre stata divisa in tre parti, spesso in conflitto tra di loro, quindi il cercare di primeggiare sulla parte avversa, è sempre stato nell’animo dei pievesi.  In questo contesto è stato fondato il Terziere Casalino che si insedia come vuole la storia nell’allora territorio della parrocchia di Santa Maria dei Bianchi.

I colori del terziere bianco, rosso e blu vengono ripresi dai colori della Confraternita dei Bianchi. Si confezionarono i primi costumi, con molte difficoltà e tra un po’ di scetticismo vennero avviate le prime manifestazioni: “Il torneo di giugno fra le Contrade”, le sfide tra arcieri con la città di Montone e il gruppo Braccio Fortebraccio o con le arceresse di Diana Aricina di Ariccia. Contemporaneamente venne alla luce la “Taverna del Barbacane” con le specialità del tempo: i migliacci, le minestre di pane o la carne alla brace cotta nell’allora camino in muratura di via Barbacane. Nacque anche la sagra della lumaca che ancora oggi ritroviamo come piatto forte della taverna. Da quelle esperienze un po’ dilettantistiche e molto artigianali ha origine questa  grande passione per il Terziere Casalino; un sentimento intenso, forte, che si tramanda di padre in figlio.