Mentre gli economisti di mezzo mondo discutono sui vantaggi e i difetti della moneta unica, in Umbria c’è chi ha cominciato da un pezzo ad un utilizzare una moneta parallela all’euro. Si chiama Umbrex ed è il sistema di pagamento in vigore all’interno di un circuito imprenditoriale a cui aderiscono già centinaia di imprese in tutta la regione.  Per le aziende associate, l’Umbrex è il perno intorno al quale ruota un meccanismo economico di acquisti e vendite il cui scopo finale è quello di favorire al massimo l’economia del territorio, facendo “girare i soldi” tra imprenditori e commercianti della stessa regione, con un abbattimento dei costi di funzionamento,  la riduzione al minimo di scambi fuori territorio, oltre che su internet e con la possibilità di trovare un nuovo canale di finanziamento. A spiegare il funzionamento del circuito Umbrex è l’imprenditrice perugina Anna Pasquino che, insieme ai soci Fabiola de Toffol e Giovanni Cutini, ne è stata la fondatrice.

Come funziona questo sistema e quali sono le esigenze che soddisfa?

Il Circuito Umbrex è il mercato complementare che accoglie gli operatori economici umbri interessati ad effettuare compravendite in credito commerciale. Le aziende entrano nel Circuito in presenza di una immediata o potenziale possibilità di realizzare transazioni commerciali; il volume d’affari Umbrex che ragionevolmente potrebbero realizzare è detto Disponibilità ed stabilito in fase di ingresso in una misura che non potrà mai essere superiore al volume degli acquisti in Umbrex realizzabili dall’impresa nel circuito nello stesso arco temporale, la cosiddetta Spendibilità. Lo strumento principale per operare all’interno del circuito è il conto Umbrex.

Quanto può spendere ogni azienda?

Ad ogni azienda è accordabile un massimale di spesa per anticipare acquisti nel circuito . Ad ogni acquisto il conto dell’acquirente viene addebitato per un ammontare pari al prezzo di vendita euro del bene o servizio acquistato; viceversa il conto del fornitore sarà accreditato per un pari importo. La bilancia commerciale deve essere tenuta in equilibrio in quanto nell’arco temporale di un anno le transazioni devono compensarsi, poiché  gli Umbrex guadagnati non sono in nessun caso convertibili in euro. Le aziende che evidenziano un saldo negativo potranno portare a pareggio il proprio conto semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al circuito. Allo stesso modo le aziende con saldo attivo potranno monetizzare i Crediti Umbrex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte. Umbrex consente alle imprese di trasformare i costi in aumento di fatturato, perché gli acquisti vengono pagati con vendite promosse all’interno del Circuito.

Altri vantaggi?

In questa maniera le aziende hanno la possibilità di finanziarsi reciprocamente a tasso zero attraverso la propria capacità produttiva inutilizzata, limitando la necessità di accedere al credito tradizionale. Il servizio broker e commerciale garantiscono l’equilibrio nelle compensazioni e nello sviluppo  del Circuito Umbrex.

Quali sono i ritorni per il singolo imprenditore che vi aderisce?

Il Circuito Umbrex è utile ad aumentare il fatturato trovando nuovi clienti con immediato pagamento delle fatture emesse, avere la possibilità di una linea di credito Umbrex senza costi né interessi; selezionare fornitori che accettano il pagamento in crediti commerciali, riscuotere pagamenti arretrati, migliorare la gestione della liquidità euro.

Quanto costa entrare?

Si paga un canone annuo in euro per ottenere servizi di marketing, comunicazione, business matching, assistenza alle attività di selezione dei fornitori. Varia dai 400 euro ai 1500 euro, in ragione della Disponibilità di beni e servizi che l’azienda intende promuovere nel Circuito.

Quante aziende vi hanno aderito finora? A quale risultato puntate?

In Umbria il Circuito è giovane, ed accoglie circa 300 operatori. Puntiamo al 2% delle partite Iva attive in Umbria, che speriamo di attrarre anche in vista del potenziamento delle relazioni commerciali con le altre Regioni: attualmente esistono in Italia dodici circuiti regionali con moneta complementare, pari ad un mercato costituito da circa 13 mila imprese.