Coinvolge anche la zona di Fabro la mobilitazione del comitato che si sta battendo contro la realizzazione di un impianto per il trattamento di fanghi fognari a Chiusi.  Nella giornata di ieri il comitato ha consegnato al Comune di Fabro una copia delle 2250 firme raccolte per opporsi all’impianto di carbonizzazione idrotermale che Acea vuole costruire a Chiusi scalo. Gli ambientalisti intendono infatti sensibilizzare l’amministrazione di Fabro sulla questione perché comunque un impianto di quelle dimensioni, con una tecnologia sperimentale dal momento che ne esiste uno solo più piccolo a Valencia, può avere ricadute anche a Fabro, che si trova a valle di Chiusi sullo stesso tracciato del fiume Chiani.  Acea Ambiente ha acquistato per due milioni e mezzo di euro i terreni dell’ex Centro carni e ha previsto un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro. Il nuovo impianto porterebbe una decina di nuovi posti di lavoro.

L’impianto sarebbe il primo in Italia, nel suo genere. Impianti simili, dove sono stati proposti, sono stati finora rifiutati. I promotori del comitato hanno scritto al garante regionale per l’Informazione e la Partecipazione, al Presidente della Regione Toscana e al sindaco di Chiusi perchè convochi un’assemblea pubblica per chiarire i termini dell’operazione, per informare i cittadini e dar loro la possibilità di dire come la pensano.