E’ sempre più grave ed avanzato il degrado del palazzo di piazza Duomo già sede dell’ospedale cittadino. Adesso la Usl ha deciso di affidare un incarico esterno per valutare le dimensioni degli interventi per la messa in sicurezza del grande immobile. A fare notizia è però la motivazione con la quale l’ex direttore generale della Usl Imolo Fiaschini ha deciso di intervenire sull’edificio che, in realtà, si trova in condizioni disastrate da anni soprattutto a causa del tetto sfondato. E’ stata infatti la Soprintendenza regionale a sollecitare un intervento dopo che il funzionario di zona ha eseguito un sopralluogo nella chiesa di san Giacomo che è collegata all’ex ospedale.   Il funzionario si è accorto di gravi infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto e dai locali confinanti del vecchio ospedale che hanno compromesso anche l’antica chiesa, con un visibile degrado dei paramenti interni dell’edificio sacro.

Da qui l’invito che la Sovrintendenza ha rivolto alla Usl di provvedere a mettere in sicurezza l’ex ospedale.  L’amministrazione dell’ex sindaco Germani non era riuscita a fare in cinque anni cioè che la Soprintendenza ha fatto nel giro di poche settimane.  Un episodio che fa sorgere molti dubbi in merito alle reali azioni intraprese dalla vecchia Giunta a tutela di un bene la cui futura vendita deve essere destinata ai servizi socio sanitari destinati agli anziani di Orvieto. Un’inerzia grave quella dell’ex sindaco che però non rappresenta affatto una novità secondo la “dottrina Germani” che consisteva nel tutelare apparentemente gli interessi della città nei confronti della Regione, ma nella sostanza mantenere un profilo di subordinazione rispetto alla Giunta di Catiuscia Marini. Un altro caso eloquente è stato quello della mancata comunicazione alla Regione del documento sulle liste d’attesa dell’ospedale di Orvieto a cui aveva lavorato per un anno la speciale commissione creata in seno al Consiglio comunale. Dopo oltre un anno che quel lavoro era terminato, si è scoperto che il Comune non aveva mai inoltrato il documento in Regione. La consulenza da 23 mila affidata da Fiaschini, nel frattempo sostituito dal commissario straordinario Massimo Braganti, servirà anche a valutare i costi della copertura del tetto dell’edificio.

La vicenda assume contorni piuttosto surreali perché le associazioni orvietane come Cittadinanza Attiva lamentano da anni e anni la stessa gravissima situazione di degrado dell’ex ospedale di cui hanno prodotto anche un’eloquente documentazione fotografica, ma Regione ed Usl hanno sempre ignorato queste denunce.  Quando il consigliere comunale Stefano Olimpieri aveva chiesto di compiere un sopralluogo nell’edificio, Fiaschini lo aveva proibito.      Era necessario che il degrado dovuto alle estese infiltrazioni d’acqua si estendesse anche alla chiesa di san Giacomo perché istituzioni forse più sollecite del Comune di Orvieto come la Soprintendenza riuscissero a spingere la Regione a fare ciò che si sarebbero dovuto fare anni fa. Le condizioni di fatiscenza del complesso sono anche alla base della forte riduzione del suo valore di mercato, sceso in dieci anni da sei milioni di euro a tre e mezzo, che la Usl ha finora tentato invano due volte di vendere mediante una procedura pubblica. Il degrado in cui le istituzioni locali e regionali hanno lasciato l’ex ospedale ne ha determinato un deprezzamento da 6 milioni agli attuali 3 milioni e mezzo. Un danno alla comunità evidente che ha formato oggetto di un esposto alla Corte dei Conti da parte dell’associazione Cittadinanza Attiva di cui si spera qualcuno dovrò prima o poi rispondere ai contribuenti.