Nuovi disordini nel carcere di Capanne, a Perugia, dopo che, nei giorni scorsi, un assistente capo della polizia penitenziaria era stato tenuto in ostaggio per circa mezz’ora con una lametta al collo da due detenuti.
Stamani – secondo quanto denuncia il sindacato Uil – c’è stata una “rivolta” in due sezioni del reparto circondariale e i poliziotti hanno impiegato circa due ore per riportare la calma.I detenuti hanno bruciato materassi, lenzuola e coperte, hanno lanciato oggetti ed hanno rumoreggiato sbattendo oggetti contro le sbarre. Sempre questa mattina, inoltre, un detenuto si è tolto la vita nella propria camera nella sezione isolamento, dove si trovava per motivi disciplinari.

“E del tutto evidente che la situazione di Perugia Capanne è diventata insostenibile, non si capisce cosa si aspetti ad intervenire con provvedimenti immediati”, afferma la segreteria regionale Umbria della Uil pa, che “è pronta a manifestare per rivendicare i propri diritti e le garanzie dei lavoratori di Perugia Capanne”.Anche il Sappe, in una sua nota, sottolinea che “la situazione a Perugia Capanne necessità di urgenti interventi e provvedimenti ministeriali che non posso più essere rinviati” e annuncia che “è pronto a scendere in piazza per rivendicare più tutele e garanzie per chi lavora in carcere a Perugia”.

Il Sappe sottolinea la “folle e irrazionale reazione di alcuni detenuti del carcere” dopo il suicidio di questa mattina. “Qualcuno ha messo in circolo la falsa e assurda notizia che il detenuto sarebbe stato ucciso”, spiega Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria – e questo ha indotto gli altri detenuti, ristretti nei quattro piani del Reparto circondariale, ha bruciare materassi e a dare corso a folli e forti proteste”. Direttore e comandante del carcere hanno disposto per il personale di Polizia Penitenziaria in servizio di disporsi in assetto anti-sommossa, ma per fortuna non è stato necessario intervenire