Thyssenkrupp annuncia un piano mai visto in Italia per trattare le scorie inquinanti, ma vuole anche esuberi e riduzione di produzione. Le colpe della Cina

 

Un progetto di bonifica ambientale da 57 milioni di euro mai attuato in Italia, ma anche un piano industriale che prevede la riduzione di produzione di 60 mila tonnellate di acciaio ed esuberi per 69 impiegati. Sono i due volti che l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli mostra a a sindacati ed istituzioni ternane. Da un lato uno sforzo notevole sul fronte della riconversione delle scorsi e, dall’altro, un drastico ridimensionamento che è la risposta con la quale la multinazionale tedesca pensa di far fronte alla fortissima concorrenza della Cina che, complice anche la politica protezionistica attuata dagli Stati Uniti, sta vendendo il proprio acciaio sotto costo nei mercati internazionali in cui opera anche Thyssenkrupp. Sotto il profilo ambientale, sarà pienamente operativo agli inizi del 2021 il primo progetto in Italia che ha l’obiettivo di risolvere la questione del riciclo delle scorie derivanti dalla produzione di inox, con la collaborazione della finlandese Tapojärvi Oy.

 

“Un progetto innovativo sul quale abbiamo lavorato per più di tre anni, che ci aiuterà a convertire le scorie dell’acciaieria in materia prima e seconda vendibile, con un doppio beneficio: di non portare il materiale in discarica e di preservare l’ambiente” spiega Burelli. Una volta trattate, infatti, le scorie assumeranno le caratteristiche di materiali come ghiaia e sabbia, recheranno la marcatura CE e potranno essere usate in alternativa ai materiali naturali per la costruzione di sottofondi stradali, oppure inglobate in una matrice bituminosa o cementizia per produrre calcestruzzi o asfalti. L’investimento complessivo del progetto sarà compreso tra i 57 e 65 milioni di euro. Per quanto riguarda invece il piano industriale, Ast punta ad un ridimensionamento dei volumi produttivi per l’acciaio fuso che prevedono una riduzione di almeno 60 mila tonnellate e la riduzione di 69 impiegati. Secondo i sindacati ad essi vanno ad aggiungersi anche “oltre 100 lavoratori somministrati che non saranno riconfermati”.

Nuovi incontri tra le parti sociali sono in programma il 16 aprile, il 3 maggio ed il 17 maggio. “Al fine di garantire una corretta e serena discussione propedeutica al raggiungimento di una intesa è indispensabile che l’azienda non proceda, come avvenuto nei mesi scorsi, ad azioni unilaterali in merito alla riorganizzazione interna. Auspichiamo che per la strategicità che riveste Ast a livello nazionale rispetto alle sue produzioni, nel mesi di maggio il governo presieda il prossimo incontro ai massimi livelli a differenza di quanto determinatosi negli incontri precedenti” dicono i sindacati