Un mercato turistico in cui gli abusivi la fanno da padrone. A fornire le stime di un “nero” che ad Orvieto assume dimensioni enormi è Stefano Martucci, presidente provinciale di Federalberghi.  L’abusivismo è soprattutto quello riferito agli affittacamere privati che sfuggono ad ogni forma di controllo e gestiscono i propri appartamenti attraverso le piattaforme internet come airbnb e booking. Una situazione che è resa particolarmente grave dall’assenza di controlli e a farne le spese sono gli albergatori, costretti a sopportare spese infinitamente maggiori rispetto ai privati che fanno  loro concorrenza. Federalberghi lamenta anche di non avere informazioni precise dal Comune su come si spende la tassa di soggiorno.

Quanto conta in termini economici il “nero” nel turismo orvietano?

Il sommerso turistico legato all’uso turistico delle abitazioni private ha assunto in questi ultimi anni dimensioni sempre piu ragguardevoli a seguito della nascita ed espansione delle piattaforme di prenotazione online. Ad Orvieto  ad oggi sono disponibili e si promuovono sul web, tramite airbnb  481 alloggi, mentre dagli elenchi della Regione risultano regolarmente registrati solo 51 appartamenti locati ad uso turistico.

Le nuove normative non aiutano gli operatori?

A livello di normative qualcosa si è mosso, ma sono necessari interventi significativi e puntuali. E soprattutto è necessario che alle norme seguano i controlli dei diversi soggetti preposti al rispetto delle norme che attualmente non vengono effettuati. La nuova legge regionale ha introdotto l’obbligo di registrazione allo Sportello unico delle attività, prevedendo una multa per chi non si registra, la notifica degli alloggiati e l’invio dei dati Istat, ma è comunque molto  ampio lo scostamento tra le strutture registrate e quelle che si promuovono sul web.

Quanti soldi e numero di  occupati muove il turismo ad Orvieto secondo le vostre statistiche?

Attualmente non abbiamo dati a livello occupazionale nè l’indotto prodotto. Nel mese di gennaio  si valutava un’ entrata generata dalla sola imposta di soggiorno che si aggira attorno al mezzo milione di euro, ma si tratta solo di una stima  dato che a tutt’oggi non ci è dato sapere gli importi esatti e soprattutto le relative voci di spesa. Come associazione di categoria non siamo cioè a conoscenza di come il Comune spenda la tassa di soggiorno nonostante una nostra esplicita richiesta avanzata all’Osservatorio sulla tassa di soggiorno.